Blog

LE 6 FASI DEL GIOCATORE D'AZZARDO

Categoria: Dipendenze comportamentali
- Maggio '21 -

Robert Custer, uno dei principali studiosi della dipendenza da gioco d’azzardo fondò il primo centro di trattamento per giocatori nel 1972, a partire dall’idea che il gioco d’azzardo patologico sia una problematica sì complessa ma trattabile. Dai suoi studi osserva che tutti i giocatori arrivano alla dipendenza dopo aver passato degli stadi comuni e nel 1983 individua sei fasi che racchiudono tale progressione. Egli quantifica le prime tre fasi in archi temporali di durata tra i tre e cinque anni ciascuna, ma ogni fase ha una durata diversa da persona a persona. Tale andamento progressivo risulta quanto mai attuale.

1. Fase vincente

In questa prima fase, il gioco è occasionale ed è fonte di piacere e spesso di complicità tra amici e parenti. Il piacere aumenta in base all’aumentare della posta in palio. Si sperimentano alcune vincite ma spesso questa fase è caratterizzata da una grossa vincita che può far aumentare l’eccitazione verso il gioco e porre le basi per una crescita del desiderio di riprovarci. Ciò può portare il giocatore a trovare pretesti e giustificazioni personali per riprovare quelle emozioni legate ad una costante sfida tra vincite e perdite. Il gioco è vissuto come uno svago dai problemi quotidiani e vi è un controllo su di esso.

2. Fase perdente

I limiti di spesa che il giocatore si impone, vengono sempre più spesso superati e i momenti di perdita si accumulano. Il gioco ha caratteristiche maggiormente solitarie e inizia ad occupare gran parte del pensiero della persona che copre la sua attività d’azzardo con menzogne a famiglia, amici e colleghi. In questa fase, la persona inizia ad accumulare debiti perché lo scopo del gioco non è più quello di provare piacere, bensì di rifarsi delle perdite; ciò avviene investendo maggior denaro e scommettendo su eventi ad alto rischio, essendo attratti da possibili vincite più alte. Tale meccanismo di rincorsa alle perdite viene chiamato chasing e nella mente del giocatore ha lo scopo di arrivare ad una grossa vincita che sistemi tutto, dopo la quale possa fermarsi con l’azzardo. Tale fase è caratterizzata da irritabilità, agitazione, problematiche familiari e da un graduale ritiro sociale. La persona non riesce a smettere di giocare.

3. Fase della disperazione

Il controllo sul gioco è completamente perso: la persona è bloccata e sopraffatta dal panico. Vi sono azioni illegali anche contrarie ai valori che guidano la persona come furti o prostituzione, ma giustificati con la ricerca della ultima grossa vincita per rimettere a posto le cose. La situazione familiare è allo sbando e l’imponente impalcatura di bugie per coprire il gioco, si sta sgretolando. Il tempo dedicato al gioco e a pensare ad esso è totalizzante. Il picco più basso di tale fase è rappresentato dalla perdita della speranza che porta ad un vero e proprio crollo emotivo, a problemi legali come carcerazioni, dipendenza da alcol o sostanze, divorzi e pensieri o tentativi suicidari.

4. Fase critica

Dopo aver toccato il fondo, il giocatore, ma più spesso un familiare al suo posto, chiede aiuto (o è costretto a farlo in caso di problemi legali). Un reale desiderio di cambiamento e di smettere di giocare e una, seppur minima, nuova speranza, sono le condizioni che stabiliscono l’inizio di questa fase. Attraverso un aiuto professionistico, il giocatore inizia a prendere decisioni, ricomincia a lavorare e programma un piano di risoluzione dei problemi e di risarcimento.

5. Fase della ricostruzione

Rappresenta la fase intermedia della terapia con il giocatore e si caratterizza attraverso un miglioramento nei rapporti familiari, un ritorno al rispetto di se stessi, una progettazione di nuovi obiettivi, una minor impazienza e da una maggior serenità.

6. Fase della crescita

In quest’ultima fase, nel giocatore in terapia diminuisce la preoccupazione legata al gioco, vi è un miglioramento della capacità di introspezione e una maggior comprensione per gli altri, verso i quali vengono provati nuovamente sentimenti di affetto.

gioco d'azzardo

Se ti senti in una di queste fasi o conosci qualcuno il cui rapporto con il gioco d’azzardo sta seguendo tale progressione, non esitare a contattarmi per avere maggiori informazioni.

 

Per il Disturbo da Gioco d’Azzardo, lo Studio di Psicologia e Psicoterapia propone:

Psicoterapia individuale

 

Articoli correlati

Marin Alberto Maria Psicologo e Psicoterapeuta

3289430415

info@marinalbertomaria.it

Privacy Policy

Cookie Policy